“DALLA RUSSIA CON AMORE…” – L’ANNO DELLA LINGUA E CULTURA RUSSA IN ITALIA

20 marzo 2011

sotto Archivio Storico

L’ANNO  DELLA RUSSIA IN ITALIA
GIUBILEO DEI 30 ANNI DELLA COMUNITA’ RUSSA DI TORINO

“Dalla Russia con amore” è stato il nome della serata di un grande concerto di gala in occasione del giubileo dei 30 anni della Сomunità  Russa di Torino e Piemonte «Zemlacestvo».
Il teatro Alfa che ospitava l’evento era pieno e la serata si è rivelata un vero successo.
Vi erano infatti tutti gli elementi per una festa ben riuscita a partire dal ricco e assortito buffet, in cui non potevano mancare caviale e prosecco italiano i quali hanno deliziato gli ospiti prima che lo spettacolo vero e proprio cominciasse.
All’inizio della parte ufficiale la Presidente dell’Associazione in carica da 20 anni, Larissa Terzago,  ha pronunciato un caldo discorso di benvenuto a tutti coloro che hanno voluto condividere un momento così importante per la vita della diaspora  russa a Torino.   Un giubileo per celebrare un lungo percorso nel quale lei  stessa ha preso attivamente parte, gestendo con passione e successo le numerose attività dell’Associazione.
Era il relativamente lontano 1981 quando la prima volta ci si riuniva nella lussuosa sala della Rappresentanza Commerciale dell’USSR che in quel periodo aveva la sede in Piazza San Carlo, una delle piazze più belle d’Europa,  per dare via al progetto “Zemliacestvo” che a trent’anni di distanza ha trovato espansione e crescita formidabili.
Ora, la Comunità Russa di Torino – Piemonte “Zemliacestvo”  ha un ruolo sociale e culturale inconfondibile , una risorsa fondamentale per far conoscere la Russia e la cultura russa a Torino.
Fin dall’inizio l’atmosfera festosa dava l’idea di una grande famiglia riunita -russi, ucraini, italiani a condividere un momento di festa ma anche un momento di riflessione. Così lontani geograficamente, così vicini per spirito. Russi e italiani affini nello spirito per quell’emotività, quella creatività e da quel tocco di passione nostalgica che caratterizza entrambi.
Il 2011 è l’anno della lingua e cultura russa in Italia e già il fatto che coincida con i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia dà molto a pensare sull’avvicinamento della cultura russa e di quella italiana. Quest’anno vengono organizzati 550 eventi legati alla cultura russa e italiana, il che vuol dire più di un evento al giorno.
Nel teatro, alla domanda posta dalla conduttrice della serata Ekaterina Savina al pubblico  “Quanti italiani abbiamo in sala? E quanti russi?” le risposte in coro date (perlopiù) dai bambini della scuola russa “AZBUKA” presenti hanno rivelato non solo che i bambini erano tanti, ma ancora più curioso è che a rispondere ad entrambe le domande erano sempre gli stessi bambini. Il fatto che si sentissero sia italiani che russi ha strappato sicuramente un sorriso e soprattutto è la prova tangibile che l’integrazione e l’assimilazione di diverse culture è qualcosa di possibile.
Sono sempre più numerose le famiglie italo-russe che cercano un modo di integrare queste due culture. E’ sono una grande risorsa del processo in corso.
È proprio per venire incontro a queste famiglie che nel 2003 ha preso vita il Centro Studi Ricreativo di lingua e cultura russa “Azbuka” (Abbecedario), una vera e propria scuola russa situata nel cuore di Torino, in via Bligny. La scuola “Azbuka” si propone di mantenere vivo “il lato russo” di questi bambini bilingue. Il sabato mattina e pomeriggio dopo lo squillo della campanella le lezioni hanno inizio – lingua russa, letteratura, storia, ma anche geografia, arte e musica legate alla cultura russa. Il sabato diventa un momento di incontro, confronto e coinvolgimento senza rinunciare a un’atmosfera gioiosa e famigliare.
La stessa atmosfera calda e festosa  si sentiva anche al concerto di gala,  con la presenza di molti ospiti venuti da Milano, Varese, Firenze, Roma – come il responsabile dell’Agenzia federale Russa  “Rossotrudnicestvo” Oleg Osipov, Oleg Kostiukov dal Consolato russo di Milano.
La serata ha visto succedersi sul palco diversi talenti,  legati al mondo della musica classica come il primo violino del Teatro Regio  Serghey Galaktionov accompagnato da pianista Elena Miakouchko, il soprano Oxana Mochenets, le pianiste  Olga Litvichko e Anzelika Prikaztchikova , la pianista e soprano Alina Gregul.
Ma anche giovani talenti come l’ensemble musicale “Kalinka”, e poi un’esibizione di Anastasia Mishenina campionessa della ginnastica ritmica che è riuscita a portare una squadra piemontese di in serie A.
Giovani talenti provenienti anche da Milano come la compagnia Orizon Danza (coreografa Natalia Peskareva).  I balletti erano legati alle danze popolari russe, le cosiddette “danze col fazzoletto”. Fazzoletto in testa, fazzoletto nelle mani. Le ragazze  hanno eseguito la danza in abiti tradizionali, hanno dato vivacità alla serata e alla fine dell’esibizione è stato spiegato che la loro esibizione era frutto del connubio tra la disciplina classica ed il folklore.
La sorpresa più grande però è stata sicuramente quando le ballerine della Orizon Danza hanno dovuto rivelare i loro nomi. Era lecito aspettarsi tra loro almeno una “Svetlana”  anche se in realtà tutte le ragazze avevano nomi e cognomi italiani ed erano italiane!
Il concerto di gala è proseguito nel migliore dei modi grazie al brio di Kostantin Belov, che con la sua chitarra e la sua tonante voce si è esibito in un repertorio di canzoni contemporanee dei maggiori cantautori russi.
Kostantin ha allestito un vero e proprio concerto nel concerto, ed è stato un momento di pathos quando ha interpretato  la canzone famosa russa “Podmoskovnie vechera” –  ed intravedere in platea un padre italiano del bimbo italo-russo canticchiarla con la stessa sicurezza con cui la canticchiavano i russi presenti è la riprova che l’Associazione “Zemliacestvo” continua a svolgere il suo lavoro con successo.
Sulle note di “Moskva solotoglavaya” il concerto di gala non poteva trovare miglior conclusione. L’energica canzone ha davvero coinvolto tutti a tal punto che veniva voglia di cantarla per tutta la settimana seguente.
La Comunità Russa a Torino  intanto continua a lavorare e crescere.